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IL MIO DISCIPLINARE

E’ con vero piacere ed obbligo professionale verso una clientela sempre più esigente, attenta e conoscente della vera sartoria artigianale, spiegare le varie fasi della creazione di un abito su misura, dalla scelta del tessuto alla scelta del modello e infine la cucitura, attraverso un disciplinare da me attentamente seguito e rispettato affinché il risultato finale del capo rifletta tutte le aspettative ed esigenze del cliente.
  • Innanzitutto la prima attenzione è concentrata sulla scelta del tessuto insieme al cliente attraverso i vari campionari che ci vengono forniti dai nostri tessitori.
    Ci avvaliamo di grandi aziende fornitrici, che ci affiancano nel nostro lavoro inviandoci ad ogni inizio stagione tutte le novità nel campo dei tessuti, colori e fantasie di alta qualità.
  • Dopo aver scelto il tessuto che più soddisfa il gusto del cliente, si passa alla scelta del modello con cui si vuole realizzare l’abito, scelto in base ai desideri del cliente e consigliato da parte mia in riflesso della tipologia del tessuto e alle esigenze del cliente stesso.
  • La presa delle misure è la prossima fase, il cliente, viene accolto nella sala prova e dopo essersi messo in libertà, con il mio personalissimo metro in fettuccia, inizio a prendere le misure di rito, che mi necessitano, per iniziare a realizzare il capo per la prima prova.
    Al termine si fissa con il cliente, orientativamente, la data in cui si vuole provare l’abito.
    Di solito, all’attesa dall’arrivo del tessuto, si aggiungono i tempi per la realizzazione della prima prova, ecco che allora i tempi necessari vanno dai 15 ai 21 giorni.
  • All’arrivo del tessuto, mi appresto, ( premunitomi della scheda del cliente, dove sono state riportate misure e desideri del medesimo ) a tagliare il suo abito. Ogni singolo capo viene da me, sempre tagliato con segnata a gesso.
    Per questo, ogni abito ha una sua storia; difatti a distanza di tempo si nota sempre con la medesima soddisfazione in vestibilità e nel modello, la differenza dei capi, non tutti uguali, ma ognuno con una sua personalità.
Dopo il taglio della giacca, del pantalone, ed eventuale gilet, una scelta molto importante è la tela con cui voler costruire l’anima dell’abito.
La scelta oggi come oggi è varia, perché abbiamo a disposizione tele di varia composizione fibrosa e vario peso.
E’ importante questa scelta, perché pregiudica, la riuscita del capo finito.
Io sono orientato su tela di lino naturale, leggera sia d’estate che in inverno, questo per non compromettere la naturale morbidezza e struttura del tessuto una volta cucito, ( un esempio: è compromettente usare una tela troppo pesante su un tessuto di puro cashmere, al tatto i davanti della giacca non rifletterebbero la naturale morbidezza del tessuto, avendo un’armatura pesante).
A mio avviso, una giacca o un abito così leggero e morbido,deve essere gemellato ad un’armatura leggera, che non alteri il gusto e la qualità che riflettono il tessuto stesso.
Un’altra scelta importante è la fodera sempre a colore (salvo scelta differente del cliente), io utilizzo solo fodere in puro bemberg, tinta in filo, perché è la migliore sotto ogni aspetto, sia in bellezza, che in qualità e in durata.

Le tele noi le cuciamo interamente a mano, per renderle con la cucitura manuale più morbide possibili (viceversa facendole a macchina si indurirebbero ).
Dunque solo lavoro manuale, anche per la costruzione dei filetti, tasca e taschino rigorosamente a barchetta, che ne contraddistingue la fattura a mano ( altrimenti impossibile a farsi ), si imbastiscono le tele sui davanti, si fermano tasche e taschino e s’impunturano i petti, sempre a mano (qui si necessita di una grande manualità) per dare la necessaria rotondità ai petti della giacca.

Dopo aver cucito fianchi e dietro con i davanti, s’imbastisce la manica per controllare l’appiombo della stessa, in base alla postura del cliente e la sua lunghezza. S’imbastisce il collo (non necessariamente il definitivo ma uno di prova), nel frattempo si è preparato il pantalone per la prima prova, con l’accortezza verso un cliente nuovo di misurare il capo con una cintura provvisoria di cotone per aver conferma dell’altezza del cavallo e dell’inclinazione della cintura se eventualmente il cliente fosse panciuto.
Una leggera stiratura al capo per far scomparire eventuali stropicciature, anche se e vero che lavorando il capo quasi interamente a mano non ne avrebbe bisogno perché gia stirato con il calore delle mani.

Il giorno della prima prova, il cliente si accomoderà nel camerino per indossare prima i pantaloni calzando le scarpe per misurare la corretta lunghezza, una supervisione di eventuali correzioni sul pantalone ed aver preso nota della giusta lunghezza del cavallo, pulizia del centro gamba, le ampiezze e valutando insieme al cliente se il capo cucito in questa foggia e modello sono di suo gradimento o hanno bisogno di eventuali modifiche ( per esempio larghezza fondo o asciugatura della gamba).
A questo punto s’indossa la giacca, si accolla bene, poi viene spillata davanti, facendo combaciare bene i lembi degli stessi, si segna l’appiombo della manica, determinata dalla postura del cliente e poi si procede allo spillamento della giacca là dove s’ incontrano eventuali abbondanze di tessuto.
Con gesso alla mano si segnano eventuali correzioni, uno sguardo va dato al bilanciamento della giacca che deve pendere leggermente verso il davanti (max.1- ½) dal dietro, dopo tutte le giuste valutazioni si procederà alla seconda prova.

La manica sbastita verrà corretta, eventualmente, sulla lunghezza e ampiezza donandogli la sua sagoma, si procede alle correzioni delle eventuali modifiche, sia sulla giacca che sul pantalone.
Sulla giacca si passa tirando la fettuccia sul davanti e man mano alla preparazione della fodera con le sue tre tasche interne ed il collo.
Dopo queste lunghe e pazienti operazioni s’imbastisce nuovamente la manica alla giacca, rispettando l’appiombo precedentemente segnato in base alla postura del cliente.
Si passa ora al pantalone correggendo le eventuali modifiche al cavallo, gamba o altro e dopo attento lavoro si monterà la cintura .

Ora si è pronti per la seconda prova con il nostro cliente.
Dopo aver indossato nuovamente il capo, si verificherà che le correzioni apportate abbiano avuto buon esito, dopo di che si procederà alla finitura dell’abito, chiudendo i giri alle maniche e costruendo asole rigorosamente a mano su maniche e davanti, nonché sulla bottoniera del pantalone e sulle tasche dietro.
Eventuale risvolto sul fondo da 4cm. o da 5 cm. come desiderato dal cliente, i puntini a mano su petti, collo e spacchi della giacca.
Il capo, alla fine viene, completato con l’attaccatura dei bottoni e poi stirato, sempre a mano, con le dovute cure.
Il capo è finito, non rimane che consegnarlo nella sua custodia al cliente.

La mia modesta considerazione al termine di questo disciplinare, rispettato ed interpretato da ogni sarto artigiano, magari in diversa maniera ma che in sintesi raggiunge la vera realizzazione di un capo artigiano è la seguente.
Se a Voi, che piace vestire di sartoria o ne avete esigenza e non venite serviti con questi parametri ... dubitate.
Oggi come oggi vi sono molti finti sarti o abiti su misura, ricordate però, che solo il sarto artigiano vi segue e realizza per Voi un capo veramente artigianale.

Ora scegliete il vostro sarto di fiducia e buon abito a tutti...

Cordiali Saluti
Marco Costantini